
Contaminazione: il rischio reale
Gli impianti moderni lavorano con tolleranze sempre più ridotte e condizioni operative sempre più spinte. Anche variazioni minime del fluido possono influenzare prestazioni, affidabilità e
Il CIP (Clean-in-Place) e il SIP (Sterilization-in-Place) sono i più comuni metodi di sterilizzazione utilizzati nell’industria alimentare, delle bevande, chimica e farmaceutica. Garantiscono sicurezza ed efficienza, prevengono la contaminazione tossica dei prodotti e minimizzano la ricontaminazione dei processi. Questi processi aggressivi possono causare in breve tempo severi danni alle tenute elastomeriche.
Il metodo SIP utilizza l’energia termica del vapore di condensa per sterilizzare, eliminando il 99.9% del carico biologico. Il ciclo SIP avviene a temperature tra 120°C e 135°C, alla pressione del vapore saturo corrispondente, con tempo di esposizione a seconda della progettazione e dalla complessità del sistema. Le guarnizioni elastomeriche in questa applicazione sono esposte a una combinazione di carichi, pressioni ed alte temperature, pertanto il loro deterioramento può intensificarsi drasticamente.
I produttori dovrebbero considerare il tipo di vapore necessario prima di selezionare una guarnizione in elastomero per applicazioni SIP. Il metodo CIP utilizza un mix di agenti chimici quali soda caustica, l’acido nitrico e fosforico, l’ipoclorito di sodio (Hypo) e l’acido peracetico (PAA) in combinazione con calore e acqua.
La resistenza agli agenti chimici è dunque il fattore principale che i produttori dovranno tenere in considerazione nelle applicazioni CIP, tuttavia normalmente dopo questi fluidi e solventi si usa la sterilizzazione a vapore a 140°C. I test dimostrano che una corretta scelta del materiale può allungare il ciclo di vita dei sistemi di tenuta. Per ricevere e assistenza in relazione alla scelta dei materiali specifici per un’applicazione SIP o CIP, contatta Fridle Group!

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